Navigation Menu+

Tarquinia, Necropoli dei Monterozzi

box_010

La necropoli etrusca dei Monterozzi di Tarquinia, sito Unesco dal 2004 unitamente alla necropoli della Banditaccia di Cerveteri, è uno dei più importanti siti archeologici del Mediterraneo. La denominazione si deve alla presenza di tumuli, in gran parte perduti, costruiti sulle camere funerarie scavate nel macco, il calcare locale. L’area sepolcrale ha restituito oltre 6000 tombe, di cui circa 200 con decorazione pittorica, riferibili ad un arco cronologico compreso tra il VII e il II sec. a.C. L’itinerario di visita include numerosi ipogei di età arcaica (VI e prima metà del V sec. a.C.), le cui decorazioni pittoriche rappresentano rituali funebri e scene di vita quotidiana, e alcune tombe di età ellenistica (IV – III sec. a.C.) raffiguranti immagini tratte dal mondo infero. Tra le tombe attualmente visitabili sono: Giocolieri, Caccia e Pesca, Cacciatore, Leonesse, Fiore di Loto, Massimo Pallottino (3713), Gorgoneion, Cardarelli, Fiorellini, Mario Moretti (5591), Claudio Bettini (5513), Mauro Cristofani (3242), Leopardi, Baccanti, Due Tetti (5636), Caronti. Visitabili su richiesta, nell’area esterna della necropoli, sono le tombe: Pantere, Tori, Auguri, Barone e Aninas. La necropoli dei Monterozzi custodisce la più imponente documentazione della pittura funeraria etrusca. Le tombe dipinte rappresentano, infatti, la sicura espressione delle élites locali ma anche una documentazione unica del patrimonio ideologico-religioso del popolo etrusco.