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Santa Severa – Pyrgi

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l Comune di Santa Marinella si trova lungo la Via Aurelia, circa 55 km a N-O di Roma. Del suo territorio fa parte la nota località balneare di Santa Severa, famosa per il borgo medievale e soprattutto per l’area archeologica di Pyrgi. Con questo nome si indica il principale porto della città etrusca Caere, un tempo collegato all’area urbana tramite un asse stradale (la via Caere-Pyrgi) lunga circa 13 km. Attivo almeno dalla fine del VII sec. a.C., era uno dei più importanti scali commerciali del Tirreno antico, frequentato da Fenici e Greci, la cui presenza è abbondantemente documentata dai reperti ritrovati presso l’area sacra della città. Quest’ultima è stata individuata poco più a sud dell’abitato antico, in un’area ampia circa 8.000 mq in prossimità della spiaggia. La ricchezza, derivata dagli scambi commerciali con le principali potenze del Mediterraneo, divenne però una condanna. Come raccontano le fonti, nel 384 a.C. il santuario fu saccheggiato dal tiranno di Siracusa Dionisio I, che si impossessò di un tesoro inestimabile. All’inizio del III sec. a.C. Pyrgi divenne una Colonia Maritima romana, conservando la sua funzione portuale ma perdendo l’area sacra che fu smantellata. A partire dalla fine degli anni cinquanta del secolo scorso, l’area sacra è stata oggetto di scavi sistematici, guidati da Massimo Pallottino, Giovanni Colonna e, attualmente, da Maria Paola Baglione. Sono stati individuati due distinti santuari: il santuario nord (dedicato a Uni/Astarte e Thesan/Leucotea e Ilizia) e il santuario sud (dedicato alla dea Cav(a)tha e al suo compagno Suri/Apollo). Entrambi iniziarono la loro vita nella seconda metà del VI sec. a.C., ma solo il santuario nord si sviluppò in forme davvero monumentali, con la presenza di ben due strutture templari. Il tempio B (510 a.C. circa) ed il tempio A (460 a.C. circa) si posizionano in modo parallelo, l’uno accanto all’altro, racchiusi da un recinto sacro che accoglie altri ambienti. Il tempio B, con pianta di ispirazione greca, presentava una decorazione architettonica con la rappresentazione delle fatiche di Eracle e alcune divinità celesti come l’Aurora e il Sole. Il tempio A, caratterizzato da una pianta tuscanica tipicamente etrusca, era decorato da un altorilievo raffigurante il mito dei Sette a Tebe. Nel 1964, durante i lavori di scavo presso l’area C, inclusa nel santuario nord, furono scoperte le famose lamine d’oro di Pyrgi (fine VI – inizio V sec. a.C.) scritte in etrusco e fenicio e donate al santuario dal magistrato supremo di Caere Thefarie Velianas. Sia le lamine d’oro di Pyrgi che l’altorilievo del tempio A, sono esposti al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma. Il santuario Sud, di recente indagato, non ha restituito templi ma molti altari e sacelli con pregiata ceramica attica, a testimonianza ulteriore della particolare apertura di Pyrgi al mondo greco.

Da visitare: Antiquarium di Pyrgi (ingresso gratuito – chiuso il lunedì);
Borgo Medievale di Santa Severa: Museo del Mare e della Navigazione Antica, percorso multimediale “Gli Etruschi in 3d”, Torre Saracena e Battistero (chiuso il lunedì);
Riserva Naturale di Macchiatonda.