Navigation Menu+

Santa Marinella

box_019

Con il nome di Pyrgi (greco Pyrgos, torre) si indica il principale porto etrusco della città di Caere, sede di un importante santuario che, secondo la tradizione raccolta da Strabone, era stato fondato dai mitici Pelasgi. Nel 384 a.C. fu saccheggiato dal tiranno di Siracusa Dionisio I, il bottino ricavato ammontava all’enorme cifra di 1000 talenti. Nella prima metà del III sec.a.C. divenne una Colonia maritima romana conservando la sua funzione portuale e, successivamente, come risulta dalla citazione di Rutilio Namanziano (I, 223-224) si ridusse a un piccolo insediamento.
L’area del santuario è stata oggetto di scavi sistematici, guidati dal 1957 da Massimo Pallottino, in seguito da Giovanni Colonna e attualmente (2013) da Maria Paola Baglione della Sapienza di Roma. Il grande sviluppo dell’area sacra, con la sua sistemazione monumentale, è successivo al 500 a.C. Fu eretto prima un tempio (detto B) dedicato a Uni, l’etrusca Giunone, come attestano alcune iscrizioni dipinte su ciotole di servizio del santuario e le famose lamine d’oro di Pyrgi con iscrizioni in etrusco e fenicio, donate agli inizi del V sec. a.C. dal magistrato supremo di Caere Thefarie Velianas al santuario. Successivamente fu fondato un secondo tempio di tipo tuscanico (detto A), forse dedicato a Thesan (l’Aurora) come ricordato da una iscrizione apposta su tabella bronzea rinvenuta nei pressi del tempio. L’elemento decorativo più noto di questo edificio che doveva decorarne il frontone, è l’altorilievo fittile raffigurante il mito dei “Sette a Tebe” esposto, insieme alle lamine d’oro, nel Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma.
Nel medioevo, su una piccola parte della colonia romana, vi fu costruito un castello, la cui più antica struttura, giunta a noi nella versione del XII secolo, è la torre saracena. Dal 1482 fino al 1980 il borgo medioevale è appartenuto al Pio Istituto di Santo Spirito. Solo dalla fine degli anni ottanta il Comune di Santa Marinella e la Soprintendenza per i Beni Architettonici del Lazio hanno avviato importanti lavori di restauro, in parte ancora in corso d’opera. In alcuni edifici del borgo medioevale è stato allestito un interessante museo civico del Mare e della Navigazione antica che si è recentemente dotato di un suggestivo percorso multimediale dedicato ai principali centri dell’Etruria marittima “Gli Etruschi in 3D”.